V Memorial Sebastiano Martis – 26 gennaio 2014

Rieccomi con un nuovo racconto.
Purtroppo la gara mi ha lasciato un piccolo “ricordino”, un brutto mal di gola che, non curato correttamente, si è trasformato in laringite/raffreddore/influenza… insomma, KO per il resto della settimana.

Ma veniamo alla cronaca: dopo la Cagliari Respira a dicembre ho sofferto un calo… vuoi il periodo di recupero post-gara, vuoi per un problema gastrointestinale, gli allenamenti non sono andati come avrei voluto.
Sono riuscito a non fermarmi nemmeno sotto le feste, però sono stati allenamenti tanto per fare.
Così è stato anche per gennaio: la mancanza di un obiettivo a breve termine mi ha portato a “rilassarmi”.
Avevo letto di questa gara ad Arbus, ma sulle prime avevo deciso di non partecipare, vuoi per la distanza (in generale tendo ad interessarmi di più alle gare dal 10 km in su), vuoi per il percorso abbastanza impegnativo… vuoi per mancanza di stimoli, chi lo sa:

In ogni caso, la settimana della gara alcuni amici e compagni di allenamento mi convincono ad iscrivermi.
In questo periodo sto soffrendo più del solito il clima, gli ultimi due lunghi che solitamente faccio il sabato con la squadra li ho mandati all’aria per problemi fisici sempre legati al freddo…
Però gli amici sono chiari: corri per il piacere di farlo, e devi metterti alla prova anche sulle distanze corte, altrimenti non migliorerai mai. 😀

Quindi, non del tutto convinto, mi accordo con altri due compagni di squadra per viaggiare insieme; la mattina di domenica 26 l’appuntamento è per le 8:00.
Ho preparato (come al solito) uno zaino con diverse opzioni per la parte superiore del corpo, che è quella che soffre di più il freddo.

Il viaggio passa abbastanza veloce tra chiacchiere varie; uno dei miei compagni di avventura mi canzona un po’ quando dico “Comunque ho visto l’altimetria, il percorso non sembra così duro”… mi guarda con sorrisetto sornione e dice “Se ne sei convinto…”

Arriviamo ad Arbus, ritiriamo i pacchi gara, salutiamo vari amici e conoscenti, poi ci cambiamo per fare un po’ di riscaldamento.
Sono le 9:00 passate, la gara dovrebbe partire le 9:30, ma non avevo considerato le altre categorie, che partiranno per prime.
Fra una cosa e un’altra, la nostra partenza è per le 10:40 circa.
Stavolta penso di aver azzeccato il vestiario: maglia termica manica lunga, canottiera della Società con il pettorale, e sopra una maglia da ciclista in windstopper di un giallo improponibile, ma come diciamo noi sardi “fazza callenti e arria sa genti” (se tiene caldo, che la gente rida pure, per i non sardi).

L’idea è di partire così per poi, una volta scaldato, levare la maglia in windstopper.
Partiamo, il primo tratto è in “leggera” salita, mi sono scaldato leggermente durante l’attesa, ma come inizio non c’è male.

Dal grafico del percorso so che dopo questa breve salita ci sarà una bella discesa per circa 2km, poi salita per i successivi 3.
Cerco di tenere un passo tranquillo in questa fase, non ha senso darci dentro subito, e so che nelle discese devo stare attento a non farmi male alle articolazioni.
Vengo lasciato indietro praticamente da tutti, dopo il primo km dietro di me c’è solo l’ambulanza che fa da scopa… il passo è più veloce del solito grazie alla discesa ma i battiti sono ok, va bene così.

Arrivo al km 2 e, come previsto, finisce la discesa e comincia la salita… e capisco come Gigi, il mio amico sornione, avesse ragione: la vista è disarmante.
Provo a tenere un ritmo di corsetta, intorno ai 6:30/km, ma dopo alcuni minuti comincio a sentire i muscoli indurirsi; guardo il cardio: 182 battiti e mi scappa uno “Stica…” ad alta voce.

Mi tornano in mente le parole di Juanni, altro amico che aveva partecipato alla edizione 2013 sullo stesso tracciato: “io in quella salita avevo dovuto camminare”.

Decido che il passo che sto tenendo è troppo lento perché valga la pena tenere quella soglia cardiaca, e rallento a passo di camminata veloce.

Durante questi 3 km sarà tutto un alternarsi di camminata e corsetta nei tratti con pendenza meno accentuata.
Riuscirò in ogni caso a superare alcuni concorrenti, il che mi sta bene.

Arrivo al km 5, finalmente il percorso diventa più tranquillo, ma è sempre un alternarsi di tratti quasi piani, salite e discese.
Faccio del mio meglio, per fortuna fa meno freddo di quanto mi sarei aspettato (almeno, così mi era sembrato… poi invece, il vento mi ha castigato), il sole ha fatto capolino, tolgo la maglia pesante e mi sento meglio.

Al km 7,6 finisce l’ultimo tratto di salita, comincia la discesa un vista del traguardo; mi giro a guardare, non vedo nessuno dietro.
Decido almeno quest’ultima discesa di farla ad un passo più “brillante”, vado giù tranquillo, gli ultimi 100-150 dal traguardo sono di nuovo in leggera salita ma ormai ci sono.

Passo il traguardo e fermo il crono a 53′:39″ per un totale di 8,15 Km: in tutta sincerità, avevo sperato di fare qualcosa di meglio, ma con la mia preparazione approssimativa (soprattutto per quanto riguarda la corsa in salita) va bene così.

Saluto al volo gli amici Juanni e Luca, ritrovo i miei compagni di viaggio (che mi stavano aspettando impazienti, avendo finito circa 15′ prima di me…), giusto il tempo di cambiarmi e risaliamo in macchina per il viaggio di ritorno.

Come sempre, mi sono divertito, ho visto panorami nuovi e incontrato gli amici.
Un bel modo di passare la domenica. 😀

Ho trovato il percorso molto interessante e spero di poterci essere anche alla prossima edizione per cercare di fare una gara migliore. ^_^

Alla prossima!

Percorso registrato dal mio Forerunner 305

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