Chia Laguna 2014 – 10 km

Sono passati alcuni mesi dalla gara di Arbus; recentemente ho partecipato alla 12km Vivicittà, il 6 aprile, che però non mi è piaciuta particolarmente (come prestazione personale, intendo).

Da Un po’ di tempo ho deciso di investire un pochino dei miei risparmi (e del mio tempo) aggiungendo due allenamenti al campo CONI, seguito da un istruttore FIDAL, per cercare di migliorare le prestazioni e la tecnica di corsa.
Ho quindi calato gli allenamenti col gruppo di amici coi quali mi alleno solitamente a 3, per un totale di 5 allenamenti settimanali, contro i 4 precedenti. Il chilometraggio settimanale è calato, ma in pista il lavoro mi sta piacendo molto, e direi che i risultati stanno arrivando.

Parlando delle gare, il coach è stato chiaro fin da subito: visto che il mio peso ancora non vuole saperne di scendere (sono fermo intorno ai 90kg ormai da mesi), per ora preferisce che mi concentri su gare di massimo 10-12km fatte bene, lasciando perdere la mezza maratona.

Veniamo alla gara: abitando in zona Pula, la mattina della gara mi sono potuto alzare ad un orario più comodo di altri… ore 7:00 sveglia, leggera colazione, e via verso il luogo di gara.
Nell’ultimo tratto ho incontrato molto traffico, come prevedibile, ma poco dopo le 8:00 avevo già parcheggiato.
Ritirato il pacco gara, scambiato due chiacchiere con gli amici, e in men che non si dica sono già le 9:00, mancano 30 minuti alla partenza.
Il colpo d’occhio è fantastico, c’è una marea di gente, chi farà la mezza maratona, chi, come me e altri compagni di allenamento, la 10km competitiva, chi la 10 o la 5km non competitiva… il tutto in una atmosfera festosa.

Il meteo è incerto: nuvolo, con qualche goccia di pioggia, vento; sento un po’ fresco, quindi opto per partire con una maglia termica leggera a maniche lunghe con sopra la canotta della mia società, e sotto solo dei “pinocchietti”.

Sapendo che il mio stomaco soffre il fresco, opto per mettermi una felpa in cotone fino alla partenza.
Faccio 10/15 minuti di riscaldamento, un po’ di stretching, giusto per non partire a freddo. L’idea è quella di fare in ogni caso il primo e (forse) il secondo km a ritmo blando per andare “a regime”, e poi accelerare.

L’ora di partenza si avvicina, mi infilo in mezzo alla calca: so che chi farà la mezza maratona avrà la possibilità di partire da alcune “gabbie” a loro riservate davanti, mentre tutti gli altri partecipanti, indifferentemente, partiranno insieme dalle retrovie.
Cerco di avvicinarmi al gonfiabile della partenza quanto più possibile, trovo un gruppetto di amici con cui scambiare quattro chiacchiere e lì mi fermo.

Proprio prima della partenza viene fuori un po’ di sole, comincio ad avere caldo, mi levo subito la felpa lasciandola sulla ringhiera che delimita l’area di partenza… se non la ritroverò alla fine, ciccia.

Ormai il momento è arrivato, si parte, subito cerco di farmi spazio senza infastidire gli altri corridori, sentimento non condiviso dagli altri: è un tripudio di gomitate, spallate, gente che ti supera in ogni modo, sgambetti e via dicendo… ma niente confronto ad una gara di triathlon, mi dico. 😀

I primi 3km circa sono in direzione Domus de Maria, il percorso è abbastanza pianeggiante con un tratto di falso piano. Mi concentro sul passo, non faccio caso al GPS, al momento preferisco “ascoltare” le gambe.
Procede tutto bene, al secondo km butto un occhio al Garmin, sono intorno ai 6:00 a km… rimango perplesso perché pensavo di essere almeno intorno ai 6:30, velocità a cui avevo deciso di partire per poi avvicinarmi ai 6:00 solo dopo. Il cuore è ok, le gambe pure, decido di fare almeno un altro km così e poi si vedrà.

Arriviamo al giro di boa prima del quarto km, adesso il percorso è in leggera discesa, decido di accelerare leggermente, ma sento caldo: sono costretto ad improvvisare uno spogliarello, reso più “lento” dal fatto che preferisco svestirmi in corsa piuttosto che fermarmi a lato. Tolgo la maglia termica, rimetto solo la canotta col pettorale mentre sento commenti poco gentili… preferisco conservare il fiato piuttosto che rispondere a tono e decido di far finta di nulla.

Con la sola canotta va meglio, ma il sole si fa sentire, mi pento di non aver messo una protezione solare per i tatuaggi.
Arriviamo alla svolta all’altezza dell’abitato di Chia, i partecipanti alla mezza vanno dritti mentre noi deviamo a destra per un giretto dentro il paesino; rientriamo poi sulla 195 direzione Chia Laguna. Il passo è buono, sono intorno ai 5:45-5:50 (secondo il GPS) e mi sento bene, il che mi rende molto contento; sono tentato di spingere un po’ di più, ma so che l’ultimo chilometro presenterà uno strappo in salita impegnativo e ho paura di pagare in quel momento un eventuale passo troppo rapido.
Al momento sono già ad un passo che non credo sarei riuscito a tenere, quindi decido di non tentare la fortuna, forse sbagliando.

Arrivati poco prima del Chia Laguna il percorso devia a destra e comincia una leggera pendenza, ma niente di che ancora; il passo regge, manca ormai poco.
Siamo ormai al km 9, le cose cominciano a farsi serie: incontriamo un primo strappo in salita che affronto bene, cambio la frequenza accorciando il passo, il cardio sale ma il passo è ok. Sento il sole picchiare sulla faccia, nonostante abbia approfittato dei ristori ho sete. Finalmente la salita è finita, inizia un tratto pianeggiante, cerco di accelerare un po’, sento la musica provenire dall’area dell’arrivo, ma non vedo il traguardo.
Di fronte mi trovo un altro tratto di salita, questa volta peggiore del precedente, intanto il GPS ha segnato già da un pezzo il km 9, mi scoraggio leggermente, il fisico tiene ma la testa no, decido di rallentare e fare un breve tratto camminando, finalmente la salita finisce, inizia un tratto in leggera discesa e vedo la svolta verso il traguardo.
Riprendo il ritmo, svolto, il traguardo è a forse 200 metri, forse meno, la discesa suggerirebbe di andare a ritmo controllato, ma decido di dare tutto, passo il traguardo, fermo il crono: il Garmin segna 10,360 km in 1h01’24”, dandomi come media 5′:56″/km.
Il Real Time rilevato dal chip del pettorale segnerà 1h01’22”, ma ovviamente la media sarà diversa, 6′:08″/km.

Sono contento, direi che il lavoro fatto nelle settimane precedenti ha già portato dei frutti, non avevo mai fatto 10km così, soprattutto contando che all’arrivo non ho sentito stanchezza (male, significa che avrei potuto sforzare di più), mentre altre volte ho finito col cuore in gola o peggio.
Rimane l’amarezza di aver ceduto nell’ultimo tratto di salita, avrei potuto finire sotto i 60′, però tutto serve a fare esperienza; la prossima volta andrà meglio. 😀

Bellissima gara, il percorso vale sicuramente, tranne (forse) per quell’ultimo tratto di salite assassine; l’anno prossimo spero di poter tentare la mezza maratona.

Percorso di gara registrato dal mio Garmin 305

Una volta riconsegnato il chip e ritirato il pacco gara (davvero notevole), faccio razzia di integratori e acqua offerti dal Chia Laguna, incontro gli amici, sia della mia squadra che di altre Società, tutti contenti ma sfatti; guardo l’orologio, decido di piazzarmi sul traguardo per vedere alcuni amici finire la mezza.
Il resto della mattina e il pomeriggio trascorreranno in compagnia degli amici della Cagliari Marathon Club: foto di gruppo, poi tutti a Pula a mangiare.
Una splendida giornata, non c’è che dire. 🙂

Alla prossima!

 

 

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