II Mezza Maratona del Giudicato di Oristano

Eccomi qua, dopo quasi un anno di assenza.
Negli ultimi mesi, per vari motivi, la mia preparazione aveva preso una piega decisamente negativa, tanto che ad un certo punto ero arrivato a pensare di smettere e dedicarmi ad altro. Forse avevo esagerato con degli allenamenti non adatti a me, forse la mancanza di obiettivi (intesi come gare da preparare), forse alcune grane nella vita privata… insomma, avevo corso, ma senza fare granché.

L’unico “episodio” degno di nota è stata la partecipazione alla Il Lago di Corsa a Villacidro a giugno 2014, per due motivi: intanto perché, per la prima volta, ho avuto l’appoggio di un amico più “dotato” (podisticamente parlando) di me, che mi ha seguito per tutta la corsa aiutandomi e incoraggiandomi.

E poi perché, proprio durante la corsa, il nostro duo è stato notato da un’altra podista (che, a nostra volta, avevamo notato), con la quale, pochi mesi dopo, è nata una profonda amicizia, basata inizialmente sulla corsa, che è una delle due cose che mi faranno ricordare con piacere il 2014. 🙂

Ad ogni modo… Oristano, mezza maratona.

Ad inizio 2015 avevo impostato la preparazione per la mezza di Chia, maggio 2015, ma dopo i risultati dei primi lunghi, mi sono detto… proviamoci. Sapevo di questa gara a marzo, che sarebbe stato un ottimo test in vista proprio di Chia, e mi ci sono iscritto appena possibile.

Le settimane sono passate… lunghi, ripetute, fartlek, progressivi, ecc ecc… tanti km, tanto freddo, pioggia, vento, ma la preparazione è andata avanti senza scosse, e ho trovato anche il modo di “aiutare” (nel mio piccolo) l’amica conosciuta a Villacidro alcuni mesi prima, la quale, a sua volta, ha svolto un ruolo importante nella preparazione di questa mezza, stimolandomi, ogni tanto, a dare quel “quid” extra nei miei allenamenti.

Pochi giorni prima della gara, l’inaspettato… venerdì sera, dopo l’ultimo allenamento (40 minuti semplici) mi accorgo di avere mal di gola… l’indomani, la sensazione diventa certezza. Sono un po’ incazzato, un po’ deluso… dopo tante settimane, proprio adesso.

Mi imbottisco di medicinali, non ho nessuna intenzione di saltare la gara, e infatti domenica, anche se in condizioni non ottimali, parto con alcuni amici della Cagliari Marathon Club alla volta di Oristano.

Arrivati, ritiro pacchi gara, preparazione, vestizione… il solito, insomma. La giornata si preannuncia non eccessivamente fredda, cielo sgombro, niente vento; anche se so che me ne pentirò, viste le mie condizioni, azzardo una tenuta leggera: maglietta termica, manicotti, canotta di società, panta.
Come al solito, riscaldamento quasi nullo, ma ormai ci siamo: si parte! 21km davanti a me.

L’idea sarebbe di partire a 6:30 per i primi 2-3km, e poi portarmi a 6:20-6:15 almeno fino al settimo km e poi… vedere. Parto tranquillo, vengo superato da un sacco di gente, guardo il Garmin… 6:20/km… ah?!
Mi dico “non è possibile, sto andando più piano di così”; faccio il primo km senza problemi, guardo di nuovo… idem.
Cerco di rallentare almeno a 6:30, ma niente… vabeh.

Mi sento da subito “scarico”… la malattia, le medicine, la notte insonne a causa della tosse si stanno già facendo sentire, e respiro un po’ male, ma tengo duro.

Arrivato al settimo km, come previsto, provo ad accelerare a 6:10 o meno. Le gambe vanno, il cuore è ok, sono a 160 battiti circa… va bene.

Usciti dall’abitato di Oristano, imbocchiamo il tratto sopraelevato che porta verso Torregrande… non una pendenza impossibile, ma le mie gambe non gradiscono.
Cerco di non pensarci, a tratti mi godo il panorama, a tratti, invece, chiudo gli occhi e semplicemente mi concentro sul respiro.

Al dodicesimo km mi accorgo che le gambe cominciano a dare qualche fastidio… troppo presto, mi dico. La paura è di avere problemi negli ultimi km, per un attimo penso di rallentare, ma poi mi rendo conto che, se ne ho, è meglio darci adesso, perché mano mano che i km aumenteranno, lo farà anche la stanchezza.

Intorno al km 16 cominciano i problemi, la stanchezza, aiutata dalla debolezza, comincia a darmi fastidio.

Ricordo le parole di Alex: tieni duro fino al km 17, poi lì conterà la testa perché dovrai soffrire. Infatti, ci siamo.
Ormai sono di rientro, imbocco di nuovo un tratto di sopraelevata, soffro, però tengo.
Mi rendo conto che la media sta peggiorando… fino al sedicesimo km ero riuscito a tenere la media di 6:10/km, puntando a chiudere in 2h10′, ma gli ultimi km li sto facendo troppo lenti.

Ormai sono dentro Oristano, la fatica è tanta, respiro male per via della gola infiammata, la testa ciondola, mi accorgo di essere tutto storto, mi raddrizzo e cerco di concentrarmi su passo e respirazione, un po’ mi aiuta.

Mancano meno di due km, vorrei fermarmi, camminare, ma mi impongo di tenere. All’ultimo km incrocio alcuni amici della Cagliari Marathon che ormai hanno già finito da un pezzo, mi vedono, mi incitano ad accelerare, manca poco ormai…
Raccolgo le ultime energie, accelero… i muscoli delle gambe urlano, le ginocchia dicono basta, ma vedo il traguardo. Faccio uno strappo finale, passo il traguardo e fermo il crono senza nemmeno guardarlo.
Mi accascio in ginocchio aggrappandomi alla prima transenna che trovo. Sento un fortissimo stimolo a vomitare, cerco di controllarmi e mi impongo di respirare normalmente.

Gli amici della squadra mi sono intorno, mi incitano, qualcosa dentro di me cede… la tensione, la fatica, le aspettative (non solo mie) su questa gara, non lo so, ma scoppio a piangere.
Non riesco a capire se è gioia o dolore… piango e basta.

Antonio, un amico, si avvicina e mi abbraccia, non riesco a smettere di singhiozzare.

Butto un occhio al Garmin: 2h15’01″… ho calato di 6 minuti in confronto alla mia prima mezza maratona.

Le emozioni sono fortissime, adesso so che le lacrime che sto piangendo sono liberatorie, le lascio scorrere, lascio che lavino via la fatica.

E’ finita, sono finito… ed è bellissimo. ^_^

Come sempre, ecco il percorso registrato dal mio Garmin: https://connect.garmin.com/activity/708685404

Alla prossima!

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